CcC: il Peccato di Maria

Come parte della storia di Serenissima, dobbiamo con regolarità evidenziare le glorie della grazia rispetto al contesto del cattolicesimo romano e della cultura che si è formata nel paese. CcC, dunque, è una nuova, e si spera utile, serie di post chiamati Conversazioni con i Cattolici che ha l’obiettivo di promuovere la comprensione del Vangelo attraverso un dialogo rispettoso e attento. A mano a mano che conosciamo la cultura prevalente in Italia, speriamo di fornirvi dalle nostre interazioni con i cattolici spunti biblici che possano aiutarvi ad avere conversazioni sane e cristocentriche. 

L’IMMACOLATA DELL'8 DICEMBRE

Ogni 8 dicembre è festa nazionale in Italia per celebrare "l’Immacolata Concezione di Maria". Spesso gli italiani devoti nel nostro territorio partecipano a una messa in onore di Maria per poi iniziare lo shopping natalizio nei mercatini di Natale locali. È da notare che il giorno festivo riguarda il concepimento di Maria, un punto di confusione per coloro che fanno riferimento a Roma e un punto spesso sconosciuto per chi appartiene a Roma. "Secondo la dottrina cattolica, Maria era vergine prima, durante, e dopo la nascita ( ante, in et post-partum ) di nostro Signore. " [ Cattolicesimo Romano , gen. ed. John Armstrong, p. 122] Insegnamenti di questo genere si possono ritrovare fino al 7 ° secolo.

È stato un teologo scozzese di nome Duns Scoto (ca. 1300), che ha sostenuto l'idea che nonostante Maria sia stata concepita in modo naturale (nel peccato) dai suoi genitori, Dio l'ha preservata da ogni macchia di peccato e dal ricevere una natura peccaminosa (compresi eventuali desideri lussuriosi). Pertanto Maria, priva del peccato, avrebbe potuto generare il perfetto Figlio di Dio circa diciassette anni dopo, e due esseri perfetti (Maria e lo Spirito Santo) sarebbero stati i progenitori del Dio incarnato. Maria è stata creata perfettamente, come un atto di amore di Dio; il più bell’esempio di come Dio voglia dar vita a tutti i suoi figli. Questa prospettiva ha dato a Roma la chiave per dichiarare infallibilmente l’Immacolata Concezione di Maria nel 1854 (in una Bolla papale chiamata Ineffabilis Deus ). Al di sopra di questa idea di base, giacciono strati su strati di tradizione e dottrina romana.

Ma la Maria ebrea realmente vissuta non solo serbava cose preziose nel suo cuore, ma sapeva anche leggere quel cuore riconoscendo nel Magnificat (Luca 1:47) il suo bisogno di Dio come Salvatore. Maria di Nazareth era semplice e saggia; le sbalorditive circostanze che stava vivendo non la facevano sentire frustrata per il fatto di avere una natura corrotta dal peccato. Inoltre, tutte le Scritture si concentrano sulla perfezione e intercessione di Gesù Cristo. È a questo punto che le due diverse Marie emergono; una onorata e l'altra venerata.

il problema della venerazione

quando la venerazione di Maria si accresce così tanto, si deve togliere qualcosa da Gesù

Dal momento che le dottrine mariane hanno saturato la chiesa romana per centinaia di anni, esse hanno prodotto una forte attrazione e generato adorazione, chiamata venerazione. Spesso i cattolici fanno fatica a distinguere il culto reale e la venerazione, tanto che le due diventano profondamente intrecciate fino a essere indistinguibili. Il problema è che quando la venerazione di Maria si accresce così tanto, si deve togliere qualcosa da Gesù. Pertanto, il momento in cui qualcosa che appartiene esclusivamente a Gesù viene applicato a Maria è il momento in cui si cerca di divinizzare "una matriarca" a scapito dell’unico Figlio degno. È, per l’uomo, il momento del vitello d'oro. Siamo quindi costretti ad aggiungere scomodi costrutti extra-biblici per cercare di dare un senso a tutto questo (ad esempio la verginità perpetua, la natura senza peccato, il non aver avuto altri figli, il ruolo di corredentrice, l’ascensione del suo corpo, il ruolo di intercessione, il suo essere regina - sostenitrice della creazione e del cielo, madre che si prende cura di tutta la Chiesa, e o essere una via alternativa a Gesù).

La conseguenza per il comune cattolico praticante è di seguire un percorso di affetti malriposti. I desideri, le aspirazioni, le preghiere, le speranze, il prodigio, la meraviglia, l’ispirazione, la potenza e il conforto cominciano tutti a gravitare verso questa figura materna romana. Allo stesso tempo, la tristezza, la disperazione, il dolore, la debolezza, e un senso di impotenza emergono quando Gesù è contemplato perché  egli è sospeso ancora morente sulla croce. Esiste nella lingua italiana un modo di dire peggiorativo, “Poveri Cristi”, che si riferisce alla gente debole, ferita, povera Nessuno farebbe riferimento ad un poveraccio dicendo: "Oh, che patetica Maria ... "

Emerge, quindi, un profondo problema centrale per la chiesa romana - invece di essere un corpo incentrato sul Vangelo, è diventata un’istituzione mariacentrica. Anche se questo sembra un po’ riduzionista, un po' di riduzionismo (come Gesù insegna) può essere necessario per contribuire a portare chiarezza sulla questione. 

Mentre egli diceva queste cose, dalla folla una donna alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti portò e le mammelle che tu poppasti!» Ma egli disse: «Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»
— Luca 11:27-28

In Luca 11, Gesù stava rispondendo a delle domande riguardo a come il suo potere agisse sugli spiriti maligni e il regno invisibile. Proprio nel bel mezzo del discorso, una donna decise di esclamare quanto felice e privilegiata doveva essere la madre di Gesù. Ma notate la risposta di Gesù, che è simile alla sua risposta alle nozze di Cana e al momento in cui la sua famiglia venne per "recuperarlo” dal ministero pubblico. Con un ragionamente deduttivo, Gesù reindirizza la benedizione da Maria a coloro che ricevono il Vangelo del Figlio. In modo semplice, Gesù dice: "è più benedetto del grembo materno la sua progenie – ovvero i cuori rivolti a Dio”. Maria non genera un cuore come questo, che solo Gesù può creare.

Alcuni Esempi

Una signora che era Cattolica ci ha recentemente detto che ogni volta che andava a messa c'era sempre spazio per posizionare luci e candele di adorazione davanti alle rappresentazioni della Santissima Trinità. Tuttavia, spostandosi verso la parte dedicata a Maria, non c'era mai un posto libero perché l'intero altare risplendeva pieno di candele di venerazione. 

È comune anche nella nostra regione vedere canali televisivi che mostrano in diretta adunanze in preghiera e messe che ritraggono i devoti mariani in strazianti preghiere del rosario, con lacrime che rigano il loro viso, e le braccia tese verso una statua della Madonna. Inoltre, molte persone nelle nostre città sono andate in pellegrinaggio verso luoghi di culto mariano dove si dice che la sua presenza e il suo potere si siano fatti sentire. Spesso, le persone ci hanno detto che vanno in quei luoghi per pregarla e ricevere in ritorno la sua energia positiva. Non si può immaginare la quantità di denaro generato dalle decine di migliaia di persone che visitano questi siti ogni giorno.

Recentemente, abbiamo discusso di questi pellegrinaggi con una devota seguace mariana. Dopo averla sentita esclamare più volte quanto meravigliosa Maria fosse e che dovremmo pregare a lei e al suo nome, abbiamo chiesto cosa ne pensasse di Gesù. Ci ha detto: "Io non sono sicura che fosse veramente Dio, ma mi piace perché, si sa, era un rivoluzionario”. Purtroppo, questa cara donna ha applicato le chiare verità di Gesù a Maria mettendo i suoi affetti lontano da lui. 

Soltanto Cristo

“Chi è Maria, adesso?”

Così, quando prendiamo parte a una conversazione, è importante essere attenti alla sensibilità che una persona cattolica potrebbe avere verso Maria, ma anche porre le giuste domande che possano portare la corretta attenzione verso Gesù. È importante chiedere non semplicemente "Chi era Maria?", perché è come richiedere una lezione di storia riguardo alla tradizione, senza arrivare al cuore. In realtà, la domanda dovrebbe essere: "Chi è Maria, adesso?". È lei un’ebrea peccatrice redenta, perdonata, e purificata dalla morte e dalla grazia del Figlio che era così onorata di partorire? O, lei è qualcosa di più di questo? E se lei è qualcosa di più grande di quello, Gesù è qualcosa di meno di quello che la Bibbia rivela?

I riformatori del XVI secolo hanno seguito la linea dell'apostolo Paolo in Colossesi che afferma che, in ogni cosa, Cristo è sufficiente. Egli solo è buono. Tuttavia, non basta semplicemente affermarla come una dichiarazione di verità; Gesù deve essere gustato come verità  e vissuto come buono, al di sopra di tutte le altre bontà. Pertanto, non maneggiamo le dichiarazioni di verità di Cristo semplicemente come armi per vincere una discussione, ma piuttosto avvenga che, attraverso l'esposizione alla sua Parola e alle azioni dei suoi figli, le persone comincino a scoprirlo come autentico e buono. Poi, i loro affetti saranno vinti in Gesù, da Gesù - e questa è una buona conversazione sul vangelo.

Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; {per mezzo di lui, dico,} tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli.
— Colossesi 1:18-20